
La ragione d’essere di queste pagine, oltre al piacere stesso di raccontare persone e bottiglie uniche, è che la Germania offre al Riesling modi di essere diversi. O, per chi lo preferisce, è il Riesling che fa grande la Germania.
Tra le regioni che rappresentano queste differenze stilistiche, Mosella, Rheingau e Pfalz offrono tre interpretazioni riconoscibili e profonde. Le combinazioni sono pressoché infinite e non si tratta di solo clima o suolo, ma di un equilibrio complessivo, anche umano, che cambia da zona a zona. È per questo che riteniamo che la Germania sia centrale per la lettura del Riesling. Giovane, affinato, invecchiato, secco, dolce, botritizzato, di una vigna classificata o di un ricco predicato, ogni singola espressione è un universo a parte.
Mosella, un acuto estremo
Se c’è un posto nel mondo in cui il Riesling sembra portato all’estremo, è la Mosella. Sin dal tempo dei Romani il vino si costruisce su un equilibrio sottile, quasi instabile. Le vigne seguono il corso del fiume su pendii ripidissimi, spesso difficili da lavorare. I suoli sono poveri, dominati da un’ardesia di vari colori — blu, rossa, grigia — e il clima è tra i più freddi delle grandi regioni viticole europee. In queste condizioni, già di per sé estreme, anche il “gomito a gomito” con il vicino diventa esercizio di controllo e relazione. E tutto questo, inevitabilmente, si riflette nel bicchiere.
I Riesling della Mosella sono lievi, spesso con gradazioni alcoliche inferiori alla norma. Il carattere è teso, dritto, verticale. L’acidità costituisce l’asse portante, quella che tiene insieme componenti aromatiche e struttura. Lo zucchero calma una degustazione stridente. Qui le sfumature possono essere talmente complesse da turbare. Al contempo, questo equilibrio impalpabile, capace di acrobazie folli, è tonico e scorrevole. La dolcezza, specialmente sui predicati più alti, è un acceleratore. La percezione è immediata, agisce in progressione avvolgendo sofficemente il palato. L’aromaticità, spinta dalla dolcezza e resa viva dall’acidità, entusiasma nei primi anni di vita e si trasforma in qualcosa di monumentale nel tempo. Questo modo d’essere è il DNA della Mosella, una delle interpretazioni più radicali del Riesling. Qui un approfondimento in una pagina dedicata.
Rheingau, storia e nascita di un modello
Il Rheingau è la storia di questo vitigno e del vino tedesco in generale, l’inizio di tutto (qui la storia del Riesling). Le condizioni climatiche sono dal tempo dei Romani le più favorevoli: esposizioni migliori, stabilità, maturazioni regolari. I suoli, vari per composizione, offrono ampie sfaccettature. Il risultato è un vino composto, equilibrato, di grande profondità. L’acidità è sempre elemento centrale, in effetti in tutti i vini tedeschi, ma qui emerge una struttura più ampia e avvolgente. È armonia. Il vino si offre in modo lineare, con continuità, da manuale la progressione tra ingresso, centro bocca e finale. Nel Rheingau i vini secchi hanno una dimensione propria e la sensazione è meno affilata rispetto alla Mosella. Lì si punta alla leggerezza, nel Rheingau alla pienezza e ad una struttura armonica. È lo stile che, storicamente, ha rappresentato la Germania del vino. Meno estremo, più leggibile, più riconoscibile come modello. In questo senso, il Rheingau è il luogo in cui il Riesling trova una delle sue espressioni più classiche, come la scoperta della Vendemmia Tardiva. Il Clero – con importanti ordini monastici – e la Nobiltà hanno sviluppato un modello che per 4 secoli è stato al vertice delle classifiche internazionali.
Pfalz / Palatinato, torrida energia
Il Palatinato è sintesi e modernità. Poco a ovest del Reno, il fiume scorre ad una distanza di pochi chilometri. La regione è nota per un clima caldo (forse il più caldo) e più aperto. Le maturazioni sono generalmente più robuste e rapide, mentre i vini si distinguono per una materia più ricca e generosa. Qui il Riesling è potenza espressiva. Il profilo è ampio, rotondo, con una presenza alcolica marcata. L’acidità resta sempre indispensabile, ma slitta in secondo piano: il corpo è pieno e occupa totalmente il palato. La percezione del vino si espande in larghezza, quasi cremosità, in particolare sui vini secchi che qui sono la regola. In breve, in Germania il Palatinato è la regione dei vini dai volumi imponenti. Non c’è il rigore della Mosella e non c’è la classicità del Rheingau. È quel luogo dove tutto è possibile, dove il Riesling entra in competizione con il Pinot Bianco, con lo Chardonnay, con i vitigni a bacca rossa, lì dove l’identità non viene messa a rischio dalla generosità.