domenica, Agosto 16

Viaggio nel paesaggio del Riesling: Mosella (prima parte)

Dalla Terrassenmosel alle vigne della Mosella centrale, dalla Saar al Reno: cinque giorni nel cuore dell’enologia tedesca tra giaciture estreme, ardesia, castelli e monasteri

 

Germania e vino, un legame tutt’altro che scontato. Affascinante, antico, conosciuto nei suoi dettagli dai suoi viticoltori e da pochi esperti al mondo, tra questi wine writer britannici del calibro di Hugh Johnson, forse il più grande, Stuart Pigott e Jancis Robinson.

Un dettaglio importante: il vino in Germania è legato ai fiumi. Reno, Mosella, Saar, Ruwer, Nahe, Meno, Neckar e l’Elba, sono la spina dorsale delle tredici regioni vitivinicole, contribuendo a mitigare il clima e a favorire la maturazione delle uve a latitudini proibitive. La vigna è quasi sempre disposta su pendii ripidi, difficili da lavorare, dove l’esposizione a sud / sud-est è in buona parte dei casi la migliore. I fiumi scavano e, ad ogni ansa, creano la giusta esposizione e corretta insolazione.

L’estensione totale del vigneto tedesco è poco più di 103.000 ettari, una superficie confrontabile, per dimensioni, con quella della Sicilia. I vitigni a bacca bianca ne occupano circa due terzi. Tra questi, Müller-Thurgau, Pinot Nero, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Elbling e Sylvaner. Ma è il Riesling che offre la lettura cristallina dei territori, un vitigno tardivo adatto ai climi freddi che conserva acidità elevate e una particolare capacità di esprimere le differenze tra suoli, esposizioni e condizioni microclimatiche. Il ventaglio produttivo prevede qualsiasi tipologia: può essere secco, sottile e verticale, oppure maturo, con lunghissimi affinamenti, concentrato e sostenuto da residui zuccherini di diversa intensità.

Da questa considerazione è nato “Il Riesling e la Mosella”, un viaggio attraverso alcuni tra i territori più rappresentativi dell’enologia tedesca. Un itinerario iniziato a Pünderich, nella Terrassenmosel, con Clemens Busch, e che è proseguito nella Mosella centrale con Schloss Lieser e lungo la Saar con Geltz-Zilliken e Peter Lauer. L’ultima tappa ha condotto in un’altra regione chiave, il Rheingau, al monastero Kloster Eberbach, uno dei luoghi nei quali la storia del vino si intreccia con quella dei monasteri cistercensi del nord Europa.

Cinque giorni lungo i fiumi, tra vigneti di ardesia, ripidi versanti, castelli, abbazie e piccoli centri storici, alla scoperta di un percorso che svela quanto il vino tedesco dipenda dalla geografia dei luoghi e come uno stesso vitigno possa cambiare espressione nel volgere di pochi chilometri.

Inizio del Viaggio attorno al Riesling

castello di Burg Eltz
Burg Eltz

L’ingresso nella valle della Mosella avviene da nord, nei pressi di Coblenza, la città romana che un tempo si chiamava Confluentes; in quel punto preciso la Mosella si immette – confluisce appunto – nel Reno. Tra i boschi e castelli, il maniero medievale di Burg Eltz è una tappa piacevole che dà un tocco culturale alla ricerca vinicola. Il sentiero è immerso nel verde, raccolto sopra uno sperone roccioso e rimasto per oltre otto secoli nelle mani della stessa famiglia.

Più avanti, a Cochem un’altra fortezza circondata da vigne, il Reichsburg, domina dall’alto il corso della Mosella e il centro storico. Da Cochem il percorso continua seguendo le anse del fiume. I vigneti si arrampicano sulle rocce scavate dal fiume, in cima il bosco. Crude pendenze e monorotaie alla cui base si trovano delle curiose vetture, segnalano le difficoltà del lavoro: filari stretti, terrazzamenti, muri a secco e viti sostenute dai pali singoli delle vigne coltivate ad alberello.

cochem il castello di reichsburg
Reichsburg a Cochem

L’arrivo a Zeltingen, nella Mosella centrale, chiude la prima giornata. È lo stop, prima di raggiungere il comune di Pünderich e prendere le misure di questa valle vitata lunga oltre 240 chilometri.

La prima giornata si è chiusa al Kloster Machern, antico monastero femminile cistercense affacciato sul fiume, di fronte a Zeltingen-Rachtig. Secolarizzato nel 1802 e successivamente recuperato, il complesso ospita oggi un birrificio artigianale, un ristorante, un’enoteca e alcuni spazi museali. La cucina del Brauhaus propone piatti rustici di impronta regionale, insieme a specialità più genericamente tedesche: una cena semplice, senza particolari guizzi, accompagnata dalle birre prodotte sul posto. A fare la differenza è soprattutto il luogo, raccolto tra il fiume e i vigneti, con gli edifici dell’antico convento e un’ampia e confortevole terrazza nella quale concludere la giornata.

Pünderich e la Terrassenmosel

Marienburg con i vigneti di clemens busch
Il vigneto Marienburg con il monastero

Pünderich è un delizioso comune tra due strette anse della Mosella. Il paese si sviluppa sulla riva destra, mentre di fronte si alza il lungo versante del Marienburg, un antico monastero femminile agostiniano oggi centro educativo della diocesi di Treviri. Sotto l’edificio si srotola uno tra i vigneti più celebri della Mosella, esposto a sud e sud-est. Il pendio è ripido e gli alberelli sono disposti su strette terrazze sostenute da muretti a secco. Impossibile la meccanizzazione. A terra scaglie di ardesia che cambia colore in poche centinaia di metri: blu, grigia, poi rossa. Accumula calore durante il giorno e contribuisce alla maturazione delle uve nei mesi difficili.

Clemens Busch, le molte identità del Marienburg

clemens busch
Clemens Busch

Qui Clemens e Rita Busch hanno contribuito alla conoscenza contemporanea della cosiddetta Terrassenmosel. La produzione segue criteri biologici e biodinamici (circuito Respekt-Biodyn), applicati in un contesto di disagevole accesso alla vigna. La maggior parte delle parcelle si trovano proprio di fronte alla casa di Clemens e Rita. I Gran Cru classificati: Fahrlay, Falkenlay, Rothenpfad, Felsterrassen e Raffes. A Fahrlay prevale l’ardesia blu; Rothenpfad è legato a suoli di ardesia rossa ricchi di ossidi di ferro; altre parcelle mostrano soprattutto tonalità grigie. Attenzione ai colori delle capsule delle bottiglie, richiamano la tonalità del suolo e aiutano a individuare queste differenze. La varietà, il Riesling, è sempre lo stesso: cambiano struttura, tensione, maturità e profilo aromatico. Le fermentazioni sono spontanee e i vini maturano prevalentemente in acciaio o nelle tradizionali botti di legno, i Fuder. La visita a Clemens Busch introduce uno dei quesiti del viaggio: la Mosella non può essere compresa soltanto attraverso vini secchi, abboccati o dolci, né limitarsi alla classificazione ufficiale. Prima c’è il versante, la parcella; poi il grado di maturità delle uve (la quantità di zuccheri fermentiscibili), la vendemmia e le scelte di cantina.

La degustazione

i vini GG di Clemens Busch
I GG di Clemens Busch

La degustazione ha seguito la gerarchia adottata dal VDP, partendo dal “Riesling della casa” (Gutswein) per arrivare alle selezioni di parcella del Marienburg e ai Prädikatswein. Un percorso costruito prevalentemente sui vini secchi, completato da un Kabinett e da una vendemmia tardiva, una Spätlese Goldkapsel.

  • Riesling trocken 2025
  • Riesling “vom grauen Schiefer” 2024
  • Riesling “vom roten Schiefer” 2024
  • Riesling “vom blauen Schiefer” 2024
  • Nonnengarten 1G 2024 (capsula rossa)
  • Marienburg GG 2024 (capsula grigia)
  • Marienburg “Rothenpfad” GG 2024 (capsula rossa)
  • Marienburg “Fahrlay” GG 2023 (capsula blu)
  • Marienburg “Falkenlay” GG 2023 (capsula grigia)
  • Marienburg “Fahrlay-Terrassen” GG 2022 (capsula blu)
  • Marienburg “Rothenpfad” Reserve 2022 (capsula rossa)
  • Marienburg Kabinett 2024
  • Marienburg Spätlese Goldkapsel 2024

La cantina: https://clemens-busch.de

Per orientarsi tra le etichette occorre distinguere due classificazioni. La prima è quella dei cosiddetti “Prädikatsweine”che si basa sulla maturità delle uve (gli zuccheri calcolati pesando il mosto). La piramide qualitativa: si parte con i Kabinett, poi Spätlese, Auslese, Beerenauslese e Trockenbeerenauslese. Gli Eiswein sono considerati in questa classificazione. Oltre questa, la VDP, l’associazione che raggruppa i migliori produttori tedeschi, ha prodotto un suo disciplinare solo per i vini secchi, recentemente reso disponibile a livello nazionale, che invece promuove il criterio della “origine” delle uve, tramite indicazione del comune di appartenenza e dei singoli vigneti. I livelli sono: Gutswein, Ortswein, Erste Lage e Grosse Lage. I vini provenienti da una Grosse Lage, i francesi direbbero Gran Cru, sono indicati con le lettere GG, Grosses Gewächs. Questo è il vertice della classificazione VDP.

I primi quattro vini hanno introdotto le tre principali tipologie di ardesia presenti nei vigneti aziendali: grigia, rossa e blu, offrendo una prima lettura di come parcelle, esposizioni e microclimi differenti concorrano a modificare l’espressione dei vini. Il Riesling proveniente dall’ardesia grigia tende a mostrare maggiore equilibrio tra frutto, note erbacee e consistenza; quello legato all’ardesia rossa ha generalmente un carattere più caldo, speziato e strutturato; l’ardesia blu, quella di Fahrlay, emerge invece attraverso maggiore tensione, slancio floreale e una freschezza più tagliente.

Il Marienburg GG 2024 costituisce una sintesi del versante, mentre Rothenpfad, Fahrlay e Falkenlay ne rappresentano le diverse identità. Il Rothenpfad, su ardesia rossa ricca di ferro, unisce struttura e profondità; il Fahrlay, legato all’ardesia blu, appare più verticale e luminoso; il Falkenlay, proveniente da suoli più profondi con prevalenza di ardesia grigia, mostra generalmente maggiore ampiezza e cremosità.

Il Fahrlay-Terrassen 2022 proviene dalle terrazze più ripide della parcella. È un vino più concentrato, ancora giovane, nel quale fermezza, componente agrumata e sensazioni minerali richiedono tempo per integrarsi. Diverso è il percorso del Rothenpfad Reserve 2022, lasciato per 24 mesi sulle fecce in un vecchio Fuder da mille litri. Il lungo contatto rende la trama più fitta, aggiungendo profondità e complessità.

il castello Burg Landshut
Burg Landshut

Il finale con il Marienburg Kabinett 2024 e la Spätlese Goldkapsel 2024 sposta l’attenzione sul sottile equilibrio tra dolcezza, acidità e alcol. Il Kabinett, con appena 7,5 gradi, è una piuma: leggero, dinamico, aereo. La Spätlese Goldkapsel aumenta la concentrazione e l’intensità del frutto, proiettando il vino grazie a una vena acida inebriante. Qui si trova una delle sintesi della magia della Mosella: il residuo zuccherino non è prigionia, ma parte stessa del piacere e dell’equilibrio, un tassello capace di favorire una lunghissima e sorprendente evoluzione. Decenni di affinamento in uno schiocco di dita.

Schloss Lieser, la Mosella centrale

schloss lieser vigna
La vigna Niederberg Helden a Lieser

Lasciata Pünderich, il viaggio è proseguito verso Bernkastel-Kues, con una sosta informale per il pranzo tra le rovine di Burg Landshut. Dalla terrazza della fortezza, ricostruita in parte dopo l’incendio del 1692, lo sguardo abbraccia la città e una lunga ansa della Mosella. Da questa altezza si comprende facilmente la struttura della valle: il fiume, i centri abitati raccolti lungo le rive e i vigneti che occupano quasi senza interruzioni i versanti meglio esposti.

Pochi chilometri separano Bernkastel dal comune di Lieser, seconda tappa enologica del viaggio. Ad accoglierci a Schloss Lieser è stato Moritz Melcher; poco dopo si è unito Thomas Haag. Lunga e articolata la degustazione, con ben 17 vini, costruita attraverso annate, comuni, vigneti e stili differenti.

Thomas Haag proviene da una delle famiglie storiche del vino della Mosella: è figlio di Wilhelm Haag, alla guida per molti anni della cantina Fritz Haag di Brauneberg, oggi condotta dal fratello Oliver. Arrivato a Schloss Lieser all’inizio degli anni Novanta, Thomas ne assunse la direzione nel 1992 e acquistò successivamente l’azienda insieme alla moglie Ute. Da una realtà marginale ne è venuto fuori un lavoro straordinario oggi riferimento della Mosella centrale.

degustazione da Schloss Lieser
la sala degustazione a Schloss Lieser

Il patrimonio aziendale comprende otto VDP.Grosse Lage distribuite tra i comuni di Lieser, Piesport, Brauneberg, Wehlen, Graach e Bernkastel. Ecco i nomi delle parcelle: Niederberg Helden, Goldtröpfchen, Juffer, Juffer Sonnenuhr, Wehlener Sonnenuhr, Himmelreich, Domprobst e Doctor. Un mosaico storico e straordinario, che consente di confrontare alcune delle origini più conosciute della Mittelmosel attraverso una stessa impostazione produttiva. Le vigne crescono su ripidi suoli di ardesia blu; nelle parcelle più vecchie si trovano piante a piede franco che raggiungono i 110 anni. Le rese vengono contenute naturalmente e la raccolta è manuale, condotta attraverso più passaggi per selezionare uve con diversi gradi di maturazione. In cantina le fermentazioni partono spontaneamente con lieviti indigeni e procedono a basse temperature.

Lo stile di Thomas Haag si fonda su precisione e chiarezza espressiva. Anche nei vini più concentrati, il frutto non è mai isolato, ma è attraversato dall’acidità e dalla componente minerale. Nei secchi questa impostazione produce Riesling nervosi, profondi e spesso inizialmente austeri; nei feinherb e nei Prädikatswein il residuo zuccherino amplifica le sensazioni aromatiche raggiungendo punti di equilibrio dinamico.

La degustazione

Schloss Lieser sequenza assaggio
la sequenza di Riesling degustata a Schloss Lieser

La degustazione ha seguito questa doppia direzione. Da una parte i vini secchi, dal semplice Schiefer agli Ortswein di Lieser e Piesport, fino ai Grosses Gewächs (GG) di Niederberg Helden, Wehlener Sonnenuhr e Goldtröpfchen. Dall’altra i feinherb, i Kabinett e le Spätlese, con alcune annate più vecchie utili a osservare l’evoluzione nel tempo. Fascinoso il confronto tra luoghi: la profondità del Niederberg Helden, la finezza della Wehlener Sonnenuhr, il carattere più generoso del Goldtröpfchen, la leggerezza della Juffer con una complessità che arriva dopo l’affinamento.

  • Schloss Lieser Schiefer Riesling trocken 2024
  • Schloss Lieser Schiefer Riesling trocken 2025
  • Lieser Heldenstück Riesling trocken 2024
  • Piesporter Goldstück Riesling trocken 2025
  • Wehlener Sonnenuhr Riesling GG 2024
  • Piesporter Goldtröpfchen Riesling GG 2024
  • Lieser Niederberg Helden Riesling GG 2024
  • Lieser Niederberg Helden Riesling GG 2020
  • Lieser Niederberg Helden Riesling GG 2021
  • Lieser Niederberg Helden Riesling feinherb 2024
  • Schloss Lieser SL Riesling feinherb 2025
  • Brauneberger Juffer Riesling Kabinett 2019
  • Brauneberger Juffer Riesling Kabinett 2024
  • Piesporter Goldtröpfchen Riesling Spätlese 2018
  • Lieser Niederberg Helden Riesling Spätlese 2017
  • Graacher Domprobst Riesling Kabinett 2015
  • Bernkasteler Doctor Riesling Spätlese 2015

La cantina: https://www.weingut-schloss-lieser.de

Illuminante il passaggio dalle annate 2024 e 2025 alle riserve 2020, 2019, 2018, 2017 e 2015. I vini giovani sono più legati al vitigno e all’annata, mentre le riserve mettono in luce un legame tra vigna, suoli e acidità, fondendo ogni singolo elemento in un unico soggetto.

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L’hotel della catena Marriott

Una breve nota per i viaggiatori: proprio a ridosso della cantina della famiglia Haag c’è un affascinante hotel appartenente a Marriott Autograph Collection. Originariamente ispirato a una villa italiana in stile palladiano, costruito alla fine Ottocento come residenza della famiglia Puricelli, è stato restaurato nel rispetto dell’impianto originario. Lo rendono unico una serie di ristrutturazioni in stile Art Nouveau. La facciata è in ardesia locale e arenaria, gli ambienti decorati. Belle le scalinate, la boiserie e l’affaccio sulla Mosella. Il servizio è quello di un albergo di lusso, completato dalla spa e dal ristorante gourmet con cucina ispirata al territorio.

Da Lieser il viaggio è proseguito verso Treviri seguendo ancora il corso della Mosella. La strada accompagna a lungo il fiume, tra anse, piccoli centri abitati e versanti coperti di vigneti: un percorso piacevole, nel quale il paesaggio osservato durante le degustazioni torna a mostrarsi nella sua interezza. Dopo il trasferimento in hotel e una passeggiata nel centro storico di Treviri, la seconda giornata si è conclusa alla Weinstube Kesselstatt, di fronte al Duomo e alla chiesa di Nostra Signora. Legata alla storica tenuta vinicola Reichsgraf von Kesselstatt, attiva nella viticoltura da oltre 675 anni, è un locale semplice e informale, organizzato in parte come un self-service, ma con una proposta curata di piatti stagionali e vini della casa. Il punto di forza è il giardino interno, con numerosi tavoli all’aperto e una piacevole terrazza estiva. Sempre frequentata, la Weinstube conserva un’atmosfera allegra e piena di vita, particolarmente gradevole nelle sere d’estate.

(fine prima parte)


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